FERRARA : le iniziative del Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah col sostegno di FER

Oltre a restare sempre aperto dal martedì alla domenica (tranne l’1 gennaio 2019), dalle 10.00 alle 18.00, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah organizza, nelle giornate di domenica 30 dicembre e di domenica 6 gennaio, delle visite guidate alle 10.30 e alle 15.00. Un’occasione da non perdere, per scoprire la ricca proposta del Museo di Via Piangipane 81, a Ferrara.
Qui il pubblico può visitare “Il Giardino che non c’è“, la mostra di Dani Karavan ispirata al “Giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani, che sotto il regime fascista fu detenuto proprio nel carcere poi trasformato in MEIS. Accanto al manoscritto originale del romanzo, il modello del Giardino e diversi materiali dell’installazione pensata da Karavan per la città di Ferrara, in un itinerario che si snoda intorno al messaggio dell’importanza della libertà contro ogni forma di discriminazione
La mostra è patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Ferrara, con il sostegno di BASSANI 1916-2016 – Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Bassani, Coop Alleanza 3.0, Ferrara Arte, FER e Italia Nostra – Sezione di Ferrara. Si ringrazia il Centro Studi Bassaniani e la Fondazione Giorgio Bassani.
A introdurre il pubblico ai temi del Museo è lo spettacolo multimediale “Con gli occhi degli ebrei italiani“: duemiladuecento anni di storia e cultura italiana attraverso lo sguardo dei suoi ebrei, in un volo d’uccello cronologico ed esperienziale di ventiquattro minuti. 
L’installazione indaga in tono divulgativo il ruolo dei pregiudizi, l’origine della discriminazione, il controverso legame con la Chiesa cattolica, i grandi spostamenti del popolo ebraico, il significato del ghetto, la partecipazione degli ebrei italiani a momenti cruciali della vita nazionale, le pagine di convivenza felice e quelle più drammatiche.
Come uno zoom, il percorso espositivo “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni” guida, poi, alla scoperta del primo capitolo della vicenda del popolo ebraico nella Penisola. La narrazione individua le aree della sua origine e dispersione, e ripercorre le rotte dell’esilio verso il Mediterraneo occidentale attraverso i contributi video di alcuni esperti, oggetti preziosi e rari, pause immersive, inserti multimediali, ricostruzioni – il Tempio di Gerusalemme, l’Arco di Tito, le catacombe ebraiche, le sinagoghe di Ostia e Bova Marina –, suoni e musiche. Documenta la permanenza a Roma e nel sud, parla di migrazione, schiavitù, integrazione e intolleranza religiosa, in rapporto sia al mondo pagano che a quello cristiano. Segue la fioritura dell’ebraismo nell’Italia meridionale del Medioevo, prima della sua espulsione, e poi il precisarsi di una cultura ebraica italiana in tutto il Paese.
Al MEIS, anche il “Giardino delle domande“, sostenibile e unico in Italia, dove crescono alcune piante bibliche – ulivi e melograni – e poi l’alloro, il mirto, il timo, la lavanda e la maggiorana, cioè le piante aromatiche utilizzate per la havdalah, la preghiera che si recita al termine dello Shabbat, per segnare simbolicamente il passaggio da un giorno festivo e di riposo a quelli feriali. Quattro percorsi illustrano le regole della casherut, la normativa ebraica sull’alimentazione, con particolare riferimento all’uso di carne, latte, pesce e uova.
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